«Nessun libro di storia, nessun documentario può preparare all'impatto di trovarsi fisicamente su quella banchina ferroviaria avvolta dalla nebbia invernale». Con queste parole si apre il resoconto degli studenti di quarta tornati dal Viaggio della Memoria in Polonia.

Accompagnati da storici e testimoni di seconda generazione, i ragazzi hanno visitato il quartiere ebraico di Kazimierz, il ghetto di Cracovia e l'immenso complesso concentrazionario di Auschwitz-Birkenau.

Il silenzio che regna tra i blocchi di mattoni rossi e le baracche di legno è diventato occasione per una promessa solenne: farsi testimoni instancabili contro ogni forma di antisemitismo, razzismo e intolleranza.

«La Memoria non è un esercizio rituale di un solo giorno all'anno, ma una responsabilità morale quotidiana che dobbiamo trasmettere ai nostri coetanei», scrivono i rappresentanti nel loro diario di viaggio.

I materiali raccolti e le riflessioni degli studenti saranno protagonisti di una mostra fotografica aperta a tutti a fine mese.